Settori

L’Orto Botanico, che si estende su una superficie di circa tre ettari, è suddiviso in settori.

La Scuola Botanica corrisponde alla porzione più antica, tardo-cinquecentesca, dell’Orto Botanico. Di quell’epoca sopravvivono sei vasche in arenaria, mentre l’attuale organizzazione in file di aiuole rettangolari risale alla seconda metà dell’ottocento. La denominazione del settore deriva dal fatto che sue larghe porzioni vedono le piante organizzate nelle aiuole con un criterio sistematico, secondo la famiglia di appartenenza, allo scopo di facilitare gli studenti nello studio comparativo delle caratteristiche salienti delle varie famiglie botaniche. Altre collezioni di rilievo della Scuola Botanica sono le piante selvatiche di utilizzo alimentare, le geofite bulbose e circa 150 specie di Salvia provenienti da tutto il globo. Un’aiuola è dedicata alle “piante nella ricerca”: vi sono coltivate piante che sono state oggetto di programmi di studio per scopi sistematici o di conservazione.

L’Orto del Cedro, che deve il suo nome a un maestoso esemplare di Cedrus libani purtroppo sradicato da una tempesta nel 1935, fu annesso alla Scuola Botanica nel 1783. In questo settore sono presenti i due alberi più antichi dell’Orto. Di rilievo in questo settore sono la presenza di una collezione di ortensie e di una collezione di antiche cultivar di camelie. Particolarmente apprezzato dai visitatori è un boschetto di bambù.

L’Orto del Mirto deve il suo nome a un imponente esemplare di Myrtus communis piantato nel 1815. Presenta una estensione ridotta ed ospita oggi una collezione di piante officinali, di particolare interesse per gli studenti di Farmacia.

Le Serre presenti nell’Orto Botanico, tutte raggruppate nella porzione centrale, sono 4.

Il Piazzale Arcangeli corrisponde alla porzione centrale dell’Orto Botanico, dove prevalgono gli spazi aperti. Di rilievo la presenza di numerose specie di palme, tra cui due imponenti esemplari di Jubaea chilensis messi a dimora nel 1890, un idrofitorio e una piccola ricostruzione di un ambiente dunale.

L’Orto Nuovo, ottenuto da un terreno fatto acquisire da Gaetano Savi nel 1841, è oggi adibito prevalentemente ad arboreto. Stessa destinazione ha anche parte dell’adiacente Orto Del Gratta, l’ultimo terreno annesso all’Orto Botanico in ordine temporale, che presenta anche un’area ‘relax’ con un piccolo laghetto artificiale, particolarmente gradita dagli studenti universitari come luogo di studio immerso nel verde. Nell’Orto Del Gratta sono collocate anche due montagnole, che ospitano attualmente collezioni di piante mediterranee, piante montane e orchidee selvatiche.